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I grandi romanzi gotici

Walpole, Horace

1993

Copie per prestito: 1 Disponibili: 1

Abstract

Luggubri castelli infestati da spettri, sinistre apparizioni notturne, giovani eroine preda di indescrivibili orrori, tenebrosi e fatali persecutori, mostri, licantropi, vampiri…Il romanzo “gotico”, dal Castle of Otranto di Walpole (1764) al Melmoth di Maturin (1820) – per indicare due libri che, secondo una certa convenzione, segnerebbero gli estremi cronologici del fenomeno – è davvero soltanto questo cupo bric-à-brac di luoghi, personaggi e situazioni? O invece la narrativa gotica, con il suo «sublime del terrore», in reazione al predominio della ragione e del common sense, nasconde angosce e inquietudini che oggi torniamo a sentire sorprendentemente vicine?...Attraverso i capolavori dei maestri indiscussi del genere (Horace Walpole, M.G. Lewis, Ann Radcliffe, Mary Shelley, C.R. Maturin, John William Polidori) il lettore è chiamato a esplorare i labirintici sentieri della paura - elemento cardine della Gothic Fiction, e che, come notava D. Punter, «non è semplicemente un tema o un atteggiamento, ma anche delle conseguenze in termini di forma, stile e rapporti sociali dei testi» –, a godere, con un brivido di delizia, la caotica, trionfante irruzione del terrore sulla pagina scritta. IL CURATORE: Riccardo Reim è nato a Roma nel 1953. Scrittore e regista, ha pubblicato numerosi volumi di saggistica, teatro e narrativa. Per la Newton & Compton, oltre a numerosi edizioni di classici inglesi e francesi (Zola, Maupassant, Balzac, Hugo, Sotker, Austen, Wilde) ha curato Il conte di Montecristoa di Dumas, Racconti neri e fantastici dell’Ottocento italiano, Storie di mare e avventura e I miserabili di Hugo.
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