Una giocosa riscrittura in rima del Brutto Anatroccolo per riflettere sul bullismo e imparare a valorizzare l’unicità di ciascuno. L’anatra Giuseppina Colloverde è molto orgogliosa della sua covata: cinque uova perfettamente ovali e quasi identiche, se non fosse per alcune macchiette.
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Quand’ecco che un’improvvisa folata di vento le sparpaglia ovunque insieme alle uova di tante altre mamme, anatre, oche, galline, pavonesse… Cercandole per tutto il giorno, Giuseppina riesce a ritrovarle tutte e si addormenta stanca e soddisfatta. Al mattino, però, si accorge che c’è un uovo in più nella sua covata! È innegabile che sia diverso dagli altri ma non fa nulla… lei gli vorrà bene lo stesso. Sfortunatamente gli altri anatroccoli non la pensano così e prendono in giro il fratellino grosso e goffo chiamandolo beffardamente ‘Anatrocoso’. Crescendo, il piccolo rimane diverso dagli altri ed è sempre più triste. Finché un giorno le cose cambiano e i fratelli e la sorella smetteranno di ridere. Età di lettura: da 5 anni.
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