Questa incredibile vicenda è realmente avvenuta. Nel 1965, nel cuore della Germania divisa, una studentessa dell’Est e un giovane svizzero si incontrano per caso. Si parlano, si cercano, si innamorano. Ma tra loro si erge un confine invalicabile: il Muro, i controlli, una rete di leggi e sospetti che regola ogni spostamento, ogni parola, ogni possibilità di futuro.
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Ha così inizio una lunga trattativa con la realtà. Lui attraversa più volte il confine, cerca aiuto, consulta avvocati, diplomatici, intermediari; lei vive sotto lo sguardo di uno Stato che esamina e punisce. Le vie legali si rivelano impraticabili o proibitive, mentre le alternative oscillano tra il rischio e l’impossibile: passaporti falsi, scambi di identità, contatti ambigui, ipotesi di fuga che si aprono e subito si richiudono. Finché, passo dopo passo, prende forma un piano tanto fragile quanto ingegnoso, capace di trasformare un amore clandestino in un atto di libertà. A raccontare questa storia è il figlio, Thomas Strässle, nato proprio da quell’azzardo. Con grande varietà di toni e registri, e una sorprendente leggerezza, Strässle ricostruisce l’avventura dei genitori, intrecciando dialoghi e documenti, memoria famigliare e tensione da spy story.