Attraverso l’incrocio tra fotografia ed ecologia, botanica e filosofia, il progetto Fiori di Fuoco prende vita dalle piante che crescono sui terreni estremi dell’Antropocene: quelli vulcanici del Vesuvio e della Terra dei Fuochi, inquinati da discariche selvagge.
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Foglio dopo foglio, i gesti del filosofo e della fotografa, attraverso le parole e le immagini, aprono spazi di incontro con piante marginali, dimenticate dal nostro inconscio ecologico. In una discarica trasformata in laboratorio fotografico a cielo aperto, Anaïs crea i suoi fitogrammi e Michael indirizza loro le sue parole tessendo così legami intimi e poetici con queste espressioni di vitalità ecologica che crescono tra le rovine del capitalismo.