In Italia – terra di cui bellezza e debolezze strutturali sembrano essere le eterne, contraddittorie matrici – l’impresa non nasce per caso, e non somiglia a nessun’altra: è il frutto di una civiltà che ha saputo fondere il rigore della tecnica con l’armonia della forma, l’etica del lavoro con la ricerca del bello.
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Faber fortunae indaga il cuore profondo di questa vocazione, ricostruendo l’originalità di un modello imprenditoriale che affonda le sue radici nella romanità classica e nella spiritualità benedettina, nell’Umanesimo rinascimentale e nell’economia civile, per giungere a esperienze moderne come quella di Adriano Olivetti, ancora oggi considerata un esempio internazionale di visione innovatrice. È un’eredità culturale stratificata e fertile, che ha dato vita a un capitalismo produttivo e relazionale, capace di “costruirsi la propria fortuna” e quella delle comunità in cui opera. È un modello in cui il profitto non è fine, ma mezzo per costruire valore condiviso. In queste pagine Alessandro Zattoni esplora con precisione e passione il fenomeno delle medie imprese italiane del “quarto capitalismo”, eccellenze capaci di coniugare intuizione, creatività e responsabilità sociale, pur operando in un contesto segnato da instabilità politica, burocrazia e inefficienza amministrativa. Proprio in questa tensione, tra ostacoli sistemici e capacità straordinarie, emerge ciò che l’autore chiama il “segreto italiano”: una miscela irripetibile di ingegno, cultura umanistica, flessibilità mentale e senso del limite, che consente alle nostre imprese di competere a livello globale, generando prodotti originali, relazioni durevoli e comunità solide. Faber fortunae è un libro che invita a riscoprire l’impresa come forma alta di civiltà e a riconoscere nella bellezza del fare una chiave per il futuro del Paese.