Apochi giorni dall’anniversario bisestile della morte del figlio (deceduto la notte del 29 febbraio), il capitano di polizia Michèle Varin soffre d’insonnia e si reca regolarmente da uno psicologo per tenere sotto controllo la situazione.
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Mentre torna a casa da una lezione di yoga, è raggiunta al cellulare dal collega Bazinsky: nella foresta di Essarts è stato ritrovato il corpo di una donna sui cinquant’anni, impiccata a un albero, senza una scarpa. Per la già vacillante Michèle è l’inizio di un’indagine che la costringerà a un corpo a corpo coi fantasmi personali.